Fontana di Castel Gandolfo

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Argenteria e sculture in argento

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Liste nozze

Fontana di Castel Gandolfo

Categoria:

Argenteria e sculture in argento

Sottocategoria:

Fontane, obelischi e sculture

Marchio:

Serra- Roma / Argenti ed obelischi in argento

Questa fontana in argento 925 è la replica della Fontana della piazza di Castel Gandolfo, realizzata dal Bernini.

Nel 1623 venne eletto pontefice, con il nome di Urbano VIII, il principe fiorentino Maffeo Barberini F u il primo papa che dette lustro all’antico castello di Castel Gandolfo, ricostruendolo.
Valente poeta, si circondò di grandi artisti come Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona e Andrea Sacchi.
Già da prelato, possedeva una piccola abitazione addossata al vecchio maniero dei Gandolfi ed esattamente al piano superiore del Torrione cinquecentesco presso la Porta Romana. Divenuto cardinale, anche il castello divenne di sua proprietà. Tra le prime opere del suo pontificato privilegiò il restauro del castello trasformandolo in palazzo pontificio e futura residenza estiva.
I lavori iniziati nel 1624 terminarono nel 1626
Dal 1633 al ’37, furono sistemati i giardini ed il muro di cinta del palazzo pontificio. Il portale in peperino dell’entrata sulla via di Marino (con lo stemma di Urbano VIII) fu disegnato dal Bernini ed eseguito il 9 maggio 1637 dallo scalpellino Gregorio Fontana dietro compenso di 190 scudi – (durante i restauri del 1939 fu sostituito da un anonimo cancello di ferro e due colonne in laterizio).
Naturalmente queste spese e tutte le altre che papa Barberini fece a Roma e nello Stato Pontificio furono coperte dalle solite tasse e da tanti curiosi balzelli che ai romani, eterni brontoloni, proprio non andarono a genio. Per bocca di Pasquino (la celebre statua parlante romana) avevano già accusato “papa gabella” di aver depredato i bronzi del Pantheon per le opere berniniane in San Pietro e per fondere i cannoni per le sue guerre. Papa Urbano non se la prendeva, anzi!
Le opere di Urbano VIII a Castel Gandolfo vennero riprese quindici anni dopo con papa Alessandro VII, Fabio Chigi.
Nel 1659, venne iniziata la bella chiesa dedicata a San Tommaso da Villanova che rese necessaria la demolizione della parrocchia di San Nicola e l’Oratorio del SS. Sacramento sorti appena 45 anni prima in sostituzione della chiesa di San Michele (anch’essa abbattuta nel 1661 per far posto alle dodici stanze per l’alloggio della Guardia Svizzera).
Tutti questi cambiamenti costituirono un grave affronto ai sentimenti religiosi dei castellani che, devotissimi a San Michele sin dai tempi antichi, non esitarono a scendere in piazza.
A calmare gli animi provvide il cavalier Gian Lorenzo Bernini con una delle sue spettacolari sortite.
Avendo già ultimato la chiesa con una copertura a tetto, d’accordo col papa, l’8 ottobre 1660 la trasformò dotandola di una bellissima cupola alta ben cinquanta metri.
La chiesa venne quindi dedicata a San Tommaso da Villanova ed il papa gratificò il popolo castellano istituendo nel 1661 una prestigiosa confraternita, la Pia Unione della Coroncina per la devozione della Vergine Immacolata.

Nello stesso anno, la piazza venne abbellita da un altro capolavoro berniniano : la fontana, il cui Durante la costruzione di tutte queste ed altre opere, oltre alle antiche chiese, fu necessario qualche altro sacrificio : l’abbattimento del forno appena inaugurato nel 1660 e l’eliminazione dell’arco sormontato dal vecchio orologio comunale per far posto alle mura che avrebbero costituito la nuova e attuale facciata del palazzo.
L’austerità iniziale impressa dal Maderno con un semplice portone ed uno scalone, venne ingentilita da un maestoso portale a grandi bugne sormontato dallo stemma di papa Chigi-Alessandro VII ed alcune lapidi commemorative.